Τετάρτη, 18 Μαρτίου 2015

Έκθεση εικαστικών στη Ρώμη: Ιταλία και Ελλάδα, "ούνα φάτσα, ούνα ράτσα"

Italia Grecia

10 lug15 set 2014 presso Università eCampus, Roma


Italia Grecia
Si è appena inaugurata a Roma, con il Patrocinio dell’ufficio italiano della Commissione Europea, dell’Ambasciata di Grecia, del Consiglio dei Greci all’Estero e dell’Associazione Anno Marguttiano la mostra 'Italia-Grecia: una faccia, una razza - Avanguardie artistiche e tradizione'. Dodici artisti: quattro greci Julianos Kattinis, Theodoro Kyrkos, Clara Fantini Tsaroucha e lo scomparso Dimitris Vakalis e otto italiani Nuvola Calenda di Tavani, Francesco Canini, Antonio Ciarallo, Angelo Cortese, Stefania Fabrizi, Maurizio Gabbana, Massimo Patroni Griffi e Paolo Vignini declinano insieme le parole della tradizione ellenica e latina. Allestita presso la sede dell’università eCampus l’esposizione sarà visitabile sino al 14 settembre.
Una mostra intelligente che prende spunto dal passaggio di consegne tra Grecia e Italia nel semestre della Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, organizzata da Annamaria Barbato Ricci, giornalista, con Rita Neri (responsabile della sede di Roma Università eCampus) e curata da Katerina Giannaki, rappresentante del Consiglio dei Greci all’estero, e da Pio Monti. Intelligente perché accompagnata da un convegno- studio cui sono intervenuti tra gli altri Mara Girace, direttore degli Istituti di Cultura all’Estero presso il Ministero Affari Esteri e Umberto Vattani, ideatore della Collezione di Arte Contemporanea MAE. Intelligente perché, ispirandosi ai valori di solidarietà e resistenza in un momento di crisi profonda dei due paesi che con Roma ed Atene sono stati culla della civiltà occidentale, vuole andare alla riscoperta di quelle radici comuni che rappresentano la forza della nostra civiltà.
Non si tratta per l’impostazione data di un vero e proprio confronto ma di suggestioni piuttosto, della libera espressione di due anime, sicuramente mediterranee. Impossibile identificare un unico filo conduttore. Certo c’è l’attenzione alla figura, il colore che ritorna ricco e caldo nelle opere degli autori greci ma mai con la prepotenza dell’Espressionismo mitteleuropeo. Artisti che in questa esposizione raccontano e ricordano una storia che per secoli ci è stata comune. La Grecia delle figure piegate di Vakalis che ha continuato a dipingere anche sotto il regime dei Colonnelli, la Grecia del colore e di figure scandite come vele di Chiara Fantini Tsaroucha, la sofferenza dei volti scavati delle donne che sono le nostre madri nei lavori di Theodoro Kyrkos, la Grecia del sole e del viaggio di Ulisse di Kattinis. Figura serena e austera è uno dei saggi della pittura greca, con una lunga storia “italiana” tra cui la presenza in Biennale a Venezia nel 1964 e nel 2003 al Museo Bargellini a Pieve di Cento.
Potrei rapidamente ricordare la sapienza scenica di Patroni Griffi, l’armonia mitologica della figure di Nuvola Calenda di Tavani, le immagini ieratiche da Kouroi e da proto-Grecia di Canini e della Fabrizi, il ritmo alternato e geometrico che fu dei vasi micenei nei lavori di Vagnini, ma nella fretta farei loro torto. Mi piace invece al di là di rimandi e facili suggestioni individuare i valori fondamentali di questa esposizione nei lavori di Angelo Cortese, Antonio Ciarallo e Maurizio Gabbana. Angelo Cortese dall’esasperata ricerca ipermanierista e dal confronto tra figura umana e ambiente che lo videro Anacronista negli anni 80, impara la coscienza civile e forte della polis. Per Cortese infatti non può esserci arte senza impegno civile e per rendere più efficace ed evidente il suo messaggio elimina ogni leziosità apparente, che certo lo studio della figura favorisce, per un ritorno alla materia, quella che lui ben conosce per averla così maneggiata da scenografo. In mostra vari i riferimenti ad un’Italia spezzata, al tricolore e non solo come invito ad un nazionalismo che è coscienza civile. Il tricolore è l’emblema tout court della bandiera, dell’orgoglio di popolo che né i greci né gli italiani hanno perduto, nonostante la grave crisi socio-economica continui a colpire i due paesi. Il tema del viaggio come ricerca introspettiva e come recupero delle comuni radici cristiane è l’anima delle fotografie di Maurizio Gabbana. Riesce egli ad essere intimista anche quando affronta il paesaggio. Muove con l’emozione anche le mura (lavora in analogico con la sovraesposizione riuscendo a conferire un dinamismo spesso assente al nostro vedere), coglie con la luce segnali altrimenti non percepibili. Qui parla dunque di Magna Grecia, di Bari porta d’oriente, delle comuni radici che fecero dire a Croce “perché non possiamo non dirci Cristiani” . Lo fa con eleganza e compostezza rara, con metafisiche atmosfere sospese e con quell’attenzione all’Uomo che è un altro tema comune alle due culture. Antonio Ciarallo ama evidentemente la terra. Non riesce ad abbandonare la materia neanche quando cerca la pulizia assoluta nel bianco e della notte, come se il Kaos fosse ancora pronto a sparpagliare l’ordine del giorno e a colpire ugualmente vedendo nella notte in quella oscurità che è tale solo per l’uomo. Lavori “concettuali”, tutti giocati sul bianco o sul nero, opachi bianchi di gesso o neri densi da toner a creare – in incredibili finti chiaroscuri- gentili tracce fiorite. Gentili ma in senso classico: nobili algide, distaccate trame d’Art Noveau per niente morbide, perfido e facile inganno formale. E su queste superfici affiora infatti nuovamente la materia, grumosa e concentrata, stranamente morbida . In mezzo la levità del pizzo, la trama di quelle tele che paziente Penelope tesseva, metafora della lenta fatica del vivere, sollievo apparente al lento procedere di Sisifo. Su tutto contrappunti d’oro a ricordare… simbolo di trascendenza, spazio eterno delle icone dei santi.
Ecco dunque le radici di una Europa spesso dimentica di sé: colore, figura, la polis, il viaggio, l’oro, l’uomo e Dio, e poi il silenzio…
Η γάρ σιωπή τοίς σοφοίσιν απόκρισις Il silenzio per i saggi è una risposta. (Euripide, frammento 977 N).
Raffaella A. Caruso
Università eCampus
Via del Tritone, 169
Roma 00187 Italia
Tel. +39 06 69940111
ufficiostampa@uniecampus.it
http://www.uniecampus.it/index.php?id=2137
Orari di apertura
Lunedi - Venerdì dalle 9.00 alle 19.00
Sabato dalle 9.00 alle 12.00


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